Descrizione botanicaLa lavanda è un piccolo arbusto aromatico della famiglia delle Labiatae, di origine mediterranea e diffusamente coltivato in Francia e in Italia. La pianta si presenta con un portamento eretto, di altezza mediamente variabile da 50 a 120 cm, con fusti molto ramificati, di sezione quadrangolare, erbacei da giovani o nella parte terminale e più o meno legnosi nella parte basale, di colorazione da grigio–bruno a grigio-verde. La radice è fascicolata, contorta, a sviluppo piuttosto superficiale. Le foglie sono opposte, lanceolate, prive di picciolo, tomentose, verdi-grige, a margine intero e suddiviso. I fiori sono riuniti in spighe terminali, dal tipico colore azzurro-violaceo, in diversi toni e sfumature. Il frutto è un achenio ellittico, contenente piccoli semi sferici e di colore scuro. Le forme ibride non producono però seme e devono essere riprodotte obbligatoriamente per via vegetativa.Vi sono diverse specie di lavanda, di cui la più coltivata è la Lavandula officinalis Chaix (= Lavandula angustifolia Miller o Lavandula vera DC ), comunemente chiamata lavanda o lavanda vera. Fra le altre specie di lavanda, ricordiamo la Lavandula latifolia Medicus (= Lavandula spica L.) o spigo, la Lavandula dentata L. e la Lavandula stoechas L. o lavanda selvatica, che si ritrova negli ambienti mediterranei più secchi, come le suggestive garighe della Sardegna, dove ne caratterizza il paesaggio assieme ad altre tipiche piante aromatiche, come timo, origano e elicriso, inondando l’aria di profumi sublimi.Molto coltivato è il lavandino, ovvero Lavandula x hybrida Rev, un ibrido interspecifico derivato dall’incrocio di L. officinalis con L. spica. Il lavandino viene scelto perché pianta vigorosa e molto produttiva, anche se la sua essenza è considerata meno pregiata di quella della lavanda. Sia della lavanda che del lavandino, esistono molte varietà e cloni, frutto della selezione agronomica.Della lavanda sono molto apprezzate le varietà di origine francese Maillette e Della lavanda sono molto apprezzate le varietà di origine francese Maillette e Matheronne. Entrambe danno un olio fine ed apprezzato, che si commercializza per l’aromaterapia, alle volte anche in miscela di queste due cultivar. La Maillette in particolare è una delle lavande più antiche e diffuse poste in coltivazione.Il suo olio essenziale è particolarmente ricco in linalolo e acetato di linalile e risulta molto dolce, delicato, rinfrescante e calmante, apprezzato anche in profumeria e soprattutto in cosmesi per la sua delicatezza ed efficacia sulla pelle. La Matheronne invece, produce un’essenza ricca di ocimene.Altre varietà: Carla, Bleue, Cedar Blu. Del lavandino, si coltivano diffusamente i cloni Abrialis, Super, Maime, Grosso, Sumiens e R.C. che è di selezione italiana.Nella nostra azienda Sana Terra, coltiviamo la lavanda della cultivar Maillette e il lavandini Abrialis, Sumiens ed R.C. ma abbiamo in programma di allargare i nostri campi con altre varietà.La coltivazioneLa nostra lavanda viene coltivata con metodo biologico-biodinamico. Ciò non significa solamente che non vengono utilizzati prodotti chimici per il trattamento alle nostre coltivazioni, aspetto forse secondario delle buone pratiche agricole della tradizione del metodo biologico. Significa invece e soprattutto, che applichiamo diversi criteri agronomici finalizzati a mantenere la terra “sana”, “viva” e fertile, perché riteniamo che non è l’uomo a dover concimare la pianta, ma è la terra a nutrirla. Con il sovescio, la falsa semina e le lavorazioni preventive, manteniamo il terreno pulito e attivo, ricco di sostanza organica, microelementi e microfauna terricola. Irrighiamo solo per sostenere le nostre piante al momento del trapianto e in caso di rischio di stress idrico, ma lasciamo che la natura, le condizioni climatiche e il sole, stimolino nella lavanda e nelle altre nostre piante aromatiche l’accumulo naturale di olio essenziale e di principi attivi. Come concime utilizziamo esclusivamente composte preparati omeodinamici. Il trapianto delle piantine lo eseguiamo manualmente. Abbiamo adottato un sesto di impianto di 0.70 x 1.50 m, sia per lasciare sufficiente spazio alle piante di svilupparsi, sia per poter intervenire agevolmente con le lavorazioni meccaniche e manuali. Sempre manualmente, effettuiamo per ora la raccolta, con particolare attenzione al fiore di lavanda che poniamo ad essiccare, per i nostri sacchetti profumati e per gli estratti dei nostri prodotti cosmetici. Così, non danneggiamo le api che nello stesso periodo bottinano sui fiori di lavanda, dandoci un miele dolce, soave e profumato. Passeremo alla raccolta meccanica, per la lavanda da distillare, quando avremo aumentato considerevolmente le nostre superfici. Sempre manualmente, eseguiamo gli interventi di cura, potatura, pulizia e di mantenimento dell’impianto, dopo la raccolta delle infiorescenze.La raccoltaLe inforescenze di lavanda vengono raccolte a mano, con un falcetto, nel periodo balsamico di piena fioritura o di inizio fioritura, per la parte di fiori che destiniamo al prodotto secco, perché poi così si conserva meglio. Per l’olio essenziale, le infiorescenze fresche vengono inviate subito alla distillazione. Per il prodotto secco, l’essiccazione avviene in modo naturale, sotto una tettoia, all’aria e all’ombra, con il prodotto disteso su dei graticci o appeso in mazzi, a seconda di come poi verrà utilizzato. Anche la sgranatura e il confezionamento dei sacchetti, li eseguiamo manualmente.La materia primaSono due i prodotti che otteniamo, dopo la raccolta e la prima lavorazione: l’olio essenziale di lavanda; i fiori essiccati di lavanda, dopo “sgranatura” delle infiorescenze. L’olio essenziale, in parte lo commercializziamo tal quale, dopo confezionamento, vendendolo direttamente ai nostri clienti, senza passaggi intermedi, in parte lo utilizziamo per la realizzazione dei nostri prodotti finiti cosmetici ed alimentari. Con i fiori secchi si realizzano sacchetti profumati ed altri prodotti. ma una parte viene reimpiegata per gli estratti dei nostri prodotti cosmetici.I principi attivi della lavandaLe infiorescenze di lavanda contengono:olio essenziale (fino al 3%), composto da numerosi terpeni, circa una quarantina, fra cui: linalolo, acetato di linalile (30-60%), cineolo (10%), borneolo, canfora, terpineolo, cariofillene e alcoli; flavonoidi; derivati cumarinici; acido rosmarinico, acido ursolico; saponine triterpeniche; tannini; fitosteroli.Proprietàantisettiche, battericide; antispasmodiche, anticonvulsivanti; calmanti della tosse e degli spasmi bronchiali; analgesiche; stimolanti, antidepressive, neurtoniche, calmanti; digestive, colagoghe, carminative; espettoranti; diuretiche; cicatrizzanti sudorifere repellenti verso insetti e topi; insetticide, antiparassitarie; sanificanti ambientali.In particolare, l’olio essenziale di lavanda è considerato un potente antispasmodico e decongestionante, decontratturante muscolare, sedativo e calmante, antinfiammatorio e antalgico, nonché antinfettivo, specialmente contro lo stafiloccocco aureo, .mentre l’olio essenziale di Lavandula stoechas L. avrebbe un’azione elettiva contro il microorganismo Pseudomonas.ImpieghiAsma, tosse, catarro, pertosse, bronchite, spasmi bronchiali; laringite, Infezioni della gola; infezioni, ferite, piaghe, bruciature; dermatosi,dermatosi allergiche, dermatosi infettive; eczemi; affezioni della pelle, acne, foruncoli; flebiti, ulcere varicose, varici; disturbi circolatori funzionali; crampi, cardialgie, tachicardia stati di tensione e di agitazione, irritabilità, stress, emicrania convulsioni; vertigini; disturbi gastrointestinali con irritabilità gastrica, di origine nervosa, meteorismo, disturbi genito-urinari, leucorrea disturbi mestruali, specie di origine nervosa; pediculosi; trattamento a difesa da tarme, insetti, piccoli animali nocivi.Qualche informazione storicaNell’antichità la lavanda era considerata un rimedio contro le malattie pettorali e un potente antiveleno. La medicina popolare considerava la lavanda un ottimo antispasmodico e sedativo generale, da usarsi in caso di infiammazioni della cavità orale. Prima del parto, un massaggio nella zona lombare con la lavanda, alleviava i dolori del travaglio. Veniva utilizzata come antisettico nelle affezioni genitourinarie e per detergere piaghe e ferite e stimolarne la cicatrizzazione. La ricerca scientifica modera ha confermato alcune di queste proprietà, soprattutto quelle antispasmodiche, calmanti, antisettiche e relative al trattamento della cute.La lavanda nella cosmesiSulla pelle, la lavanda svolge un’azione stimolante, rigenerante, rinfrescante, tonica, rilassante, lenitiva e dermopurificante. Gli estratti dei fiori sono indicati per la preparazione di detergenti quali shampoo, bagnoschiuma, igiene intima, creme emollienti e nutrienti, unguenti balsamici, latti detergenti, dopobarba e lozioni per il corpo. Prodotti dermocosmetici alla lavanda sono indicati per trattare pelli secche, vulnerabili, contratte, deturpate in presenza di acne e foruncoli, pelli arrossate eipersensiibli e stressate. In particolare, l ’olio essenziale di lavanda e l’idrolato di lavanda, ovvero l’acqua aromatica che si ottiene dalla distillazione dei fiori di lavanda, possono essere utilizzati, opportunamente diluiti, in detergenti e creme per mani, viso e corpo, in lozioni per massaggi, in pediluvi, il profumi e acque di colonia, nonché per la profumazione di ambienti. Per la sua innocuità, la lavanda è particolarmente indicata per la pelle dei bambini e delle persone anziane e più in generale per chi ha la pelle delicata e soffre di allergie cutanee. È proprio per tutte queste sue proprietà qui descritte, che abbiamo deciso di coltivare la lavanda e di realizzare i nostri prodotti trasformati, per la cosmesi e per l’ambiente, che trovate presentati nel nostro sito e ai quali abbiamo aggiunto anche il mais, per renderli ancora più delicati ed emollienti.Forme di utilizzoInfuso, estratto idroalcolico, sciroppo con infuso dei fiori, impacchi, bagni, massaggi e frizioni con oleiti, pomate, unguenti. L’olio essenziale, opportunamente diluito in olio o in un altro apposito supporto eccipiente, trova impiego, specialmente come stimolante, rubefacente, rilassante, antisettico, in linimenti e lozioni antinevralgiche, analgesiche, riscaldanti, antiartritiche, antireumatiche, in preparazioni per disinfettare e detergere la pelle e favorirne la cicatrizzazione, in piaghe, ferite, ulcere r pustole acneiche.ControindicazioniLa lavanda sembrerebbe non avere controindicazioni d’uso. Tuttavia, bisogna fare molta attenzione all’uso improprio di qualsiasi olio essenziale, essendo questo tipo di prodotto un estratto puro, concentrato e non diluito, di parte dei principi attivi, quelli aromatici e volatili, che si trovano in una pianta officinale aromatica. Tutti gli oli essenziali non vanno mai ingeriti né utilizzati direttamente tal quali, sulla pelle né tenuti vicini agli occhi. Si deve inoltre evitare che possano essere ingeriti inavvertitamente dai bambini. In particolare l’olio essenziale di lavandula stoeca è controindicato specialmente nei neonati, bambini e donne incinte. Potrebbe manifestare attività neurotossica e abortiva.AvvertenzaLe informazioni qui citate e tratte dalla bibliografia disponibile, sono riportate a semplice titolo informativo e culturale, al fine di far conoscere e divulgare il valore potenziale delle erbe officinali e le peculiarità del nostro patrimonio tradizionale e non devono assolutamente essere interpretate come indicazioni di carattere terapeutico e da applicarsi come tali. Tanto meno si vuole attribuire ai nostri prodotti proprietà e finalità di tipo curativo.- Copyright Giorgio Voltolina -